La Direttiva sulla resilienza dei soggetti critici (CER) rappresenta molto più di una semplice tappa nel percorso di conformità normativa: è una verifica concreta della capacità di un’organizzazione di garantire continuità operativa e resilienza.
Questo white paper approfondisce come tradurre i requisiti della Direttiva CER in un approccio concreto che vada oltre policy e documentazione. Illustra inoltre come le organizzazioni possano rafforzare la governance, la gestione delle crisi, la continuità operativa, la capacità di segnalare gli incidenti, la mappatura delle dipendenze e la disponibilità di evidenze concrete, prima che si verifichi una situazione di crisi.
Cosa troverai all’interno
- La Direttiva CER in sintesi: cosa introduce la Direttiva (UE) 2022/2557 sulla resilienza dei soggetti critici, quali organizzazioni possono essere designate come “soggetti critici” e perché la scadenza di luglio 2026 rappresenta una tappa importante per le organizzazioni che forniscono servizi essenziali.
- Dalla conformità alla resilienza operativa: perché la conformità formale e la documentazione, da sole, non sono sufficienti, e come governance, responsabilità decisionali, gestione delle crisi e continuità operativa devono funzionare efficacemente anche sotto pressione.
- Preparazione concreta ed evidenze: quali elementi le organizzazioni possono essere chiamate a dimostrare, tra cui valutazioni del rischio, piani di resilienza, procedure per la segnalazione degli incidenti, registri delle esercitazioni, mappatura delle dipendenze ed evidenze documentali disponibili per eventuali verifiche.
- Allineamento tra CER, NIS2 e DORA: come ridurre le duplicazioni e colmare eventuali lacune attraverso un approccio coordinato alla resilienza fisica, operativa, informatica e digitale.